Vorrei un treno di notte.
Un treno che respira
gli odori acri
del velluto di seconda classe.
Un treno dalle luci acide
percosse dal buio.
Se ci salgo su
allora mi accomodo
in uno scompartimento vuoto.
Ripongo lo zaino della mia storia
sulla cappelliera del tempo altrui.
Raccolgo le mie braccia
sul tavolinetto pieghevole.
Ci appoggio il capo e
salto fuori dal boccascena
della vita provvisoria.
Gli occhi, liberi dal sonno,
l’incollo al finestrino.
Corro io pure dietro il vetro,
per un orizzonte bizzarro
mascherato a notte.
Mi assalgono
sagome improvvise
di giganti e castelli
impossibili tra le stelle
percosse dalle balestre
del mio treno vorace.
Lo vorrei
questo treno di notte
per tornare al viaggio
nella memoria di bimbo,
libera dalla noia
straniera e sfacciata.
Ma poi scopro che
non tornano i conti
della mia età
e i binari restano là,
sudici assenti
e immobili
nella sonnecchiante
improvvida attesa
di un evento qualunque.
Sulla massicciata vedo
un fagotto di cenci,
stracco mi saluta.

3 commenti
  1. DONATELLA MARTINI
    DONATELLA MARTINI dice:

    Dario cosa dire, le tue poesie rispecchiano sempre il tuo io dentro personale e riesci, tramite i tuoi scritti, a farci conoscere e vivere insieme a te , con te.

    Rispondi
    • Dario
      Dario dice:

      Ti ringrazio. A volte credo,senza voler sembrare presuntuoso oscocco, che viviamo tutti, ciascuno a suo modo,le stesse emozioni,
      le stesse gioie,analoghi pianti.

      Rispondi
      • DONATELLA MARTINI
        DONATELLA MARTINI dice:

        ci ho pensato anche io quando parlo con me stessa ed è vero…ma non ci rendiamo conto xchè ognuno le emozioni le vive nel suo modo personale che poi alla fine è uguale a quello degli altri

        Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *