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Improvvise nella memoria.

 

 

Improvvise nella memoria

mute schegge d’inverno

sfilacciano

quell’ultimo tuo sorriso

spazzato via

da una mareggiata.

Non oso mordere

il giorno che viene.

I denti non reggono più

la stretta

di questo tempo feroce.

Andiamo via, ti prego!

Danzeremo tra le navi

che affondano.

Lanceremo in aria

i cuscini colorati

della nostra disperazione.

Liberiamolo

il nostro amore condannato!

La memoria dell’infanzia

non ha un testo.

E’ solo un fumetto

di segni stranieri,

disertori, incapaci

di rammendare

un tempo vuoto.

Oggi ne è rimasta

una forma lisa,

sbriciolata ai bordi,

odorosa di basilico

e origano

soffiati a tratti

oltre il cielo

di una nuvola di farina.

Dario Arpaio.