Si stava bene a bere vino.

Si stava bene a bere vino.

Si stava bene, a notte,

al caffè di Checco.

Le nostre anime randagie

spillavano qualche credito

nei confronti della vita.

O almeno lo credevamo noi.

Le sfoglio una ad una

 quelle notti.

Ci scrollavamo di dosso

la polvere grassa del giorno.

Liberavamo le labbra,

che sorridevano

tra i calici colmi,

a volte sguaiate.

O restavano mute

con le parole sospese

in un silenzio spugnoso.

Rileggo solo ora

quei pochi spiccioli

di libertà sfrontata,

sfiorando appena

un ricordo svenduto,

sfilacciato e corsaro,

come i volti appesi

a una feritoia del tempo,

straziante e irresistibile.

 

(in ricordo di C.R.)

1 reply
  1. massimo
    massimo says:

    o caspita, sei bloccato? tra le strofe un rammarico per un amico che ricordo appena con i capelli lungi e fini e un po di gobba o sbaglio? viva il quartiere le case le cose che ci circondano, quelle vicine che possiamo toccare modificare trasformare insomma gli amici e i nemici. ciao massimo

    Reply

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